Il processo a Gesù e le considerazioni di Gustavo Zagrebelsky.
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cultura, il 2 aprile 2012
Ed essi gridarono di nuovo: crocifiggilo. E Pilato disse loro: Ma pure, che male vi ha fatto? Ed essi vie più gridavano: crocifiggilo!"(pag. 3) La crocifissione di ns Signore Gesù Cristo sarebbe perciò l'esito di una scelta perlomeno apparentemente democratica. Sul "democratica" è necessario soffermarsi un pò. Zagrebelsky riprende il termine per rapportarsi - e lo fa in modo egregio - alle problematiche contemporanee, alla concezione di democrazia critica:
Giovanni Paolo II: le ideologie del Novecento dallo stravolgimento del rapporto con il Padre misericordioso nel rapporto hegeliano servo padrone.
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filosofia, il 20 gennaio 2012
il timor di Dio. Dalla Sacra scrittura sappiamo anche che tale timore, principio della saggezza, nulla ha in comune con la paura dello schiavo. E' timore filiale, non timore servile! L'impostazione hegeliana padrone - servo è estranea al Vangelo. E' piuttosto un'impostazione propria di un mondo in cui Dio è assente. In un mondo in cui Dio è veramente presente, nel mondo della Sapienza divina, può essere presente soltanto il timore filiale." Già Kierkegaard, antihegeliano e credente, aveva fatto presente che nel sistema hegeliano invero non vi fosse posto per l'uomo ed il Novecento sarà tragicamente testimone di quanto profetica fosse questa osservazione. Giovanni Paolo II coglie l'altro aspetto, quello decisivo, sfuggito ad una contemporaneità
I Magi, simbolo dei gentili che cercano il Vero: fede e metodologia scientifica.
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cultura, il 7 gennaio 2012
E' il modo di procedere nella ricerca - la metodologia della ricerca - che conduce alla fede. Albert Einstein, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, ha una volta affermato - contraddicendo la sua celebre frase sulla realtà dell'Universo, "Dio non gioca ai dadi" - che "Non solo Dio gioca ai dadi, ma quei dadi sono truccati". La metodologia dei Magi, è, ovviamente, una metodologia che lascia del tutto interdetti coloro che per principio rifiutano le
Sabato e secolarismo
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attualità, il 4 novembre 2011
Il secolarismo totalizzante di oggi nega il Sabato. L'uomo totalmente secolarizzato è l'uomo che si è privato del Sabato, del tempo sacro senza del quale non può più trovare neppure il luogo sacro perché quand'anche lo trovasse questo non avrebbe per lui più alcun significato. Esso, a differenza de
Sant' Ignazio di Loyola e James Joyce, ovvero il "Racconto di un pellegrino" e l' "Ulisse".
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cultura, il 4 novembre 2011
"Parla, Musa, tu dell'eroe scaltro a me: di lui che andò tanto vagando poi che di Troia la rocca sacra abbatté; di molti uomini vide la terra e conobbe la mente; e molto l'animo suo patì sul mare per tenere sé stesso e i compagni vivi al ritorno. Ma vano fu di salvare i compagni il desiderio pur grande: ne fece rovina la propria follia; insensati, che i buoi del Sole Iperione mangiarono e quello il giorno a loro negò del ritorno. Tu, di queste avventure da un punto qualsiasi movendo, racconta, o figlia di Zeus, anche a me qualche cosa." E' l'inizio del racconto forse più famoso e bello al quale - da qualche millennio - l'umanità può volgersi. In esso mito e leggenda si fondono. Ma sono anche simbolo e dunque significazione del vero e del reale. Soprattutto sul piano dello psichico. Il ritorno a sé, alla propria casa, il
Circoncisione: tematica di grande e rilevante attualità anche per il cristiano di oggi.
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cultura, il 29 ottobre 2011
Dunque il significato della circoncisione è quello di un rapporto autentico, profondo e personalmente intimo del soggetto con Dio. La degenerazione e la perversione di esso consistono nella sua esteriorizzazione cui è necessariamente implicita non solo la già denunciata riduzione dello Spirituale al culturale ed in definitiva al materiale, ma, soprattutto, la discriminazione tra una culturalità e l'altra dovuta ad una altrettanto implicita interpretazione del culturale quale spirituale. Si tratta, come si vede, di tematiche che non solo non sono estranee alla cultura contemporanea, ma che la permeano
Sant'Ignazio di Loyola e Freud, ovvero "Esercizi spirituali" e "Psicanalisi". La vittoria del Santo.
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attualità, il 7 settembre 2011
L'uomo è l'essere che ha - costitutivamente e strutturalmente - bisogno di amare e di essere amato: l'amore è la sua realtà ultima. E' questa la conclusione finale del grande studioso fondatore della psicanalisi. Una conclusione, un punto di arrivo, che
Spiritualità: l’autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola, la più bella e valida introduzione ai celeberrimi “Esercizi Spirituali.”
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cultura, il 25 agosto 2010
Spiritualità: l’autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola, la più bella e valida introduzione ai celeberrimi “Esercizi Spirituali.” Il “Racconto di un pellegrino”, la famosa autobiografia di Sant’Ignazio di Loyola, è in realtà qualcosa di più di una semplice autobiografia, dettata a Roma nell’estate del 1553 al fedele collaboratore Ludovico Gonçalves da Camara. Essa è una vera e propria “comunicazione di vita” quale i tanti seguaci religiosi e laici della spiritualità del grande santo antepongono all’inizio degli “Esercizi” stessi. E’ – se fatta in modo onesto e completo – un primo e difficile passo, perché impone un confronto schietto ma serrato con sé, con il proprio essere in tutti i suoi limiti, con la propria storia, con quella della realtà in cui si è vissuti. Difficile sempre e comunque, anche, come
Athena precursore del Lògos.
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cultura, il 14 giugno 2010
Athena precursore del Lògos. “Zeus sedeva su uno sgabello. Guardava fisso davanti a sé. Una brezza gli sfiorava la barba venata di grigio. Qualcosa avveniva nella sua testa e gli dava un’ebbra spossatezza. Quando Zeus aveva bevuto la sua sposa Metis, su consiglio di Ge e Urano, secondo i quali un giorno Metis avrebbe partorito un dio più forte di Zeus e capace di soppiantarlo, Metis era già pregna di Athena. La bambina fluì nel corpo di Zeus e lì, in quel recesso invisibile persino agli dèi, Zeus le aveva trasmesso la sua antica arma, l’egida, pelle scuoiata di Egis, il mostro dal soffio ardente. Ora Zeus sentiva la sua volta cranica raschiata dal giavellotto acuminato di Athena. Tutto era acuminato in quella bambina: lo sguardo, la mente, che ora abitava la mente del padre, il profilo dell’elmo. Ogni concavità femminile era in lei celata come il rovescio del suo scudo. Zeus vide avvicinarsi due donne: le Ilitie, esperte di parti. Tacevano – e avvicinarono una mano alla sua testa, con delicatezza, senza osare toccarla. Poi si fece avanti Efesto con una scure di bronzo. Prima che Zeus
Il processo a Cristo come metafora della menzogna del potere.
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attualità, il 6 aprile 2010
Il processo a Cristo come metafora della menzogna del potere. Il processo a ns. Signore Gesù Cristo, potrebbe a ben vedere essere la più classica delle metafore del processo che il potere di ogni tempo e luogo istituisce nei confronti dell’uomo, del cittadino, anche qui di ogni tempo e luogo. Si tratta della vicenda per antonomasia del cittadino a cospetto del potere. Esso potrebbe benissimo aprirsi con le celebri parole della forma romanzata di tale vicenda, Il processo di Kafka: Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. perché, senza che avesse fatto nulla
San Tommaso d’Aquino: il progressista più grande.
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attualità, il 4 marzo 2010
San Tommaso d’Aquino: il progressista più grande.
La figura che più immediatamente viene alla mente, per associazione, è l’altra, anch’essa gigantesca di San Paolo. P. Rossano nell’introduzione a Le lettere di San Paolo, lo descrive così: Per incontrare San Paolo bisogna aprirsi all’universalità. Egli appartiene a tre mondi e a tre culture: ebraica, greca e romana, e tuttavia emerge da ciascuna di esse con il vigore della sua individualità, e trova un punto di riferimento soltanto nella persona di Cristo, al quale si rapporta con tutto il suo essere. E’ quanto – mutatis mutandis - si può ben affermare anche dell’aquinate. Nato a Roccasecca nel 1225 da famiglia di feudatari imperiali, è cugino dell’imperatore tedesco, appartiene per nascita e famiglia alla cultura italiana e tedesca, più tardi – per adozione – anche a quella francese. E’ uno spirito pienamente europeo, formato alla tradizione classica e clericale
"Anche la filosofia è stata in campo di concentramento: Jean Paul Sartre nello stalag XII D di Treviri."
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attualità, il 25 gennaio 2010
Anche la filosofia è stata in campo di concentramento: Jean Paul Sartre nello stalag XII D di Treviri. E' il giugno del 1940, Sartre è fatto prigioniero e internato nello stalag XII D di Treviri. Una tappa capitale nella vita - e nel pensiero - del grande filosofo: "La guerra ha diviso in due la mia vita." Scriverà poi. Vita e pensiero sono però inscindibili, e così anche il pensiero
"Le radici d’ Europa."
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attualità, il 16 gennaio 2010
"Le radici d’ Europa." “Ma com’era cominciato tutto? Europa, verso l’alba, dormendo nella sua stanza al primo piano del palazzo reale, aveva avuto un sogno strano: si trovava fra due donne, una era l’Asia, l’altra era la terra che le sta di fronte, e non ha un nome. Le due donne si battevano, con violenza, per lei. Ciascuna la voleva per sé. L’Asia sembrava a Europa una donna del suo paese; l’altra era per lei una totale straniera. E la straniera, alla fine, con mani possenti la trascinava via. Per volere di Zeus, diceva: Europa sarebbe stata una fanciulla asiatica rapita da una straniera. Il sogno era nettissimo,