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"Il vento soffia dove vuole e senti il suo sibilo, ma non sai donde viene né dove va" (Gv. 3,8)
"Contro il fanatismo laico."
post pubblicato in attualità, il 4 novembre 2009

 Non c’è solo un fanatismo religioso, di cui alcuni fatti di cronaca danno notizia purtroppo ancora oggi. E’ un fanatismo che nella storia ha portato guerre, caccia alle streghe, roghi, disperazione, morte. E’ la concezione di chi si crede religioso e nega la religione autentica, che, invece, si è sempre manifestata in un umanesimo autentico al quale spesso ha fatto da radice e con il quale e nel quale si è spesso intrecciata. Una delle vette senz’altro più alte di questo umanesimo è la celeberrima “Orazione sulla dignità dell’uomo” di Giovanni Pico principe della Mirandola: Non ti diedi né volto, né luogo che ti sia proprio, né alcun dono che ti sia particolare, o Adamo, affinché il tuo volto, il tuo posto e i tuoi doni tu li voglia, li conquisti e li possieda da solo. La natura racchiude altre specie in leggi da me stabilite. Ma tu che non soggiaci ad alcun limite, col tuo proprio arbitrio, al quale ti affidai, tu ti definisce da te stesso. Ti ho posto al centro del Mondo affinché tu possa contemplare meglio ciò che esso contiene. Non ti ho fatto né celeste né terrestre, né mortale, né immortale, affinché, da te stesso, liberamente, in guisa di buon pittore o provetto scultore, tu plasmi la tua immagine. Sono qui evidenti le radici greco classiche antiche, così come quelle vetero giudaiche e quelle cristiane. Valori e principi, ma anche testi, scritture, dipinti, gelosamente custoditi e tramandati nei secoli da monaci e religiosi - anche ebrei o islamici - sottratti a fatica e spesso a prezzo della vita dalla barbarie e dalla distruzione. Sono le radici grazie alle quali in tutti i Paesi europei è stata possibile quella rinascita che piano ha portato sino alla nostra attuale realtà e cultura. Sono i valori di un umanesimo autentico da sempre combattuto dal fanatismo e dalla cieca demonìa, ultime in ordine di tempo quelle proprie dell’ideologia nazista e di quella bolscevica, che - guarda caso - in questo hanno trovato, come in altre cose, accordo comune. Comune è stato anche l’esito: la guerra, la disperazione, centinaia di milioni di morti, campi di concentramento e gulag: esito inevitabile della dimenticanza di questi valori. L’uomo - osservavano sia S.Tommaso sia Sartre - è l’essere che non ha né può avere fondamento in sé, perciò, come correttamente concludeva l’aquinate e prima di lui ns Signore, “restate in me ed io in voi perché senza di me non potete fare nulla.”

francesco latteri scholten.


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permalink | inviato da frala il 4/11/2009 alle 19:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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