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"Il vento soffia dove vuole e senti il suo sibilo, ma non sai donde viene né dove va" (Gv. 3,8)
Le profezie sulla fine della Chiesa e la “Amoris Laetitia”: Benedetto XVI è l'ultimo Papa.
post pubblicato in società, il 17 settembre 2016

In molti, in un passato ormai alquanto lontano, hanno atteso con angoscia l'anno Mille, per il quale era profetizzata la “fine del Mondo”. Essa invero non è da intendere necessariamente nel senso della fine apocalittica di Sodoma e Gomorra (come di fatto molti allora la intesero), ma anzi – e più spesso – come un nuovo inizio. A ben vedere l'anno Mille è stato indubbiamente anche questo. Atropo – fra le tre Moire quella che recide il Filo, ovvero il legame con il passato – è associata da Nostradamus a Papa Francesco. Ed indubbiamente la “Amoris Laetitia” recide il filo con un passato etico, istituzionale e socio culturale bimillenario.

In essa infatti è per la prima volta normizzato il “divorzio cattolico” ed in maniera decisamente eticamente e moralmente inferiore a quanto fatto dalla maggior parte delle legislazioni occidentali laiche: c'è un solo matrimonio: l'ultimo; e, ad esempio i figli dei matrimoni precedenti al pari delle mogli sono di fatto inseriti in una realtà di delegittimazione, colpevoli sempre al pari delle mogli di colpe di cui sono colpevolissimi per non intaccare l'immagine “morale” del “padre” e trattati peggio di quanto fossero una volta i figli “illeggittimi” e

“naturali”. In molti, tra cui Antonio Socci, hanno parlato “di cesura dall'ordine morale”. E' certo, alla luce di tutti i suoi scritti, da quelli pre Conciliari a quelli del suo Pontificato, che Joseph Ratzinger assai difficilmente avrebbe emanato un simile scritto, e questo con buona pace delle sue dichiarazioni di “obbedienza” all'attuale Pontefice. Del resto se è vero che Ratzinger è stato tra i grandi alfieri dell'ala “progressista” al Concilio, è vero anche che quel progressismo era scrupolosamente incastonato nell'alveo dei pilastri del magistero della

grande tradizione. Così anche nella sua ultima intervista, sebbene non esplicitamente in proposito alla “Amoris Laetitia”, Papa Benedetto XVI si riconosce apertamente come appartenente ad un mondo diverso: è, come dalla profezia di Malachia, il Papa del ramoscello d'ulivo, il Papa della Pace. E', come bene aveva visto anche Santa Caterina Emmerich, il Papa tradito da molti di quelli che gli stanno intorno perché appartenenti ad un mondo diverso e per questo è anche disatteso nell'obbedienza da tanta parte di “Chiesa”. Quello che è certo è che con Benedetto XVI l'ordine etico, istituzionale e socio culturale bimillenario della Chiesa si chiude: è l' “ultimo” Papa. Un Grande Papa. E' vera anche la realtà di grande lotta interna alla

Chiesa di cui tutti hanno profetizzato: è la lotta tra l'ordine morale originario e quello ad esso contrastante. E' vero anche che il pontificato di Papa Francesco, come vuole Nostradamus, sia segnato da un'uscita, una fine straordinaria: quella di Papa Benedetto XVI. Si è dimesso perché non ha più le forze, ed è vero: la sua Chiesa, il suo ordine etico ed il mondo istituzionale e socioculturale che essa sanciva sono caduti. E, al di là delle polemiche, anche le osservazioni di Antonio Socci sono vere: l'ordine etico di Papa Francesco e della sua “Chiesa” è un altro. Un altro è amche il mondo etico istituzionale e socioculturale sancito dalla sua esortazione apostolica. La “Amoris Laetitia” fa l'opera di Atropo, recide il filo con il passato.

Francesco latteri scholten.


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