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"Vergognosa ed inaccettabile l'occupazione della Basilica di S.Maria Maggiore"

 A Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che é di Dio:
E' vergognosa abbietta ed inaccettabile l'occupazione della Basilica di S. Maria Maggiore per una manifestazione politica.



Spesso a ragione si discute del rispetto della laicità, ed un'onesta laicità ha il diritto di essere considerata e rispettata: si dia a Cesare ciò che è di Cesare.
Ma il luogo della manifestazione politica è da sempre la piazza, l' agorà dei greci, il foro dei romani.
Si faccia politica nei luoghi vocati per la politica.
Si lasci a Dio ciò che è di Dio.
C'è un leggittimo e doveroso diritto anche della religione e della religiosità, del culto e del luogo di culto.
Il luogo di culto è luogo di apertura dell'uomo alla dimensione dell'ascolto, della Parola, della preghiera.
Come chi è laico ed ateo ha un giusto diritto alla considerazione ed al rispetto di sé così egualmente anche chi crede ed anche i luoghi di culto hanno un diritto al rispetto ed alla considerazione.
Non entro nel merito delle questioni per le quali o contro le quali si manifesta, che si vogliono sostenere o contestare, entro nel merito del fatto che il luogo pertinente a ciò non è e non può in nessun caso essere un luogo di culto.
Chi non crede, al pari di chi crede, ha comunque dei diritti e dei doveri civici da rispettare.
La politica si fa con programmi politici e non con gesta esaltanti ed esaltati che giovano solo - il più delle volte - a nascondere la totale mancanza di un concetto politico sia pure solo elementare.
Chi non ha senso civico, quasi sicuramente è incapace di una concezione politica veramente valida, solidale ed umana, come la mancanza di questo senso dimostra.
La politica vada nei luoghi della politica: vada in piazza.
Difendere la causa dei "sans papier" è non solo leggittimo, ma sacrosanto, se la si vuole a qualunque costo portare avanti in chiesa lo si faccia con una fiaccolata di preghiera per loro, sarebbe ora!
Non si ricorra alle manifestazioni in Chiesa perché così si squalifica radicalmente la causa per cui si crede di impegnarsi.
francesco latteri

Pubblicato il 29/5/2009 alle 19.2 nella rubrica diario.

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