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Sassofono: strumento bandito da Hitler, nel bicentenario di Adolphe Sax.



Adolphe Sax (di cui ricorre quest'anno il bicentenario della nascita) lo ha inventato nel 1841 e brevettato cinque anni dopo, il 22 giugno 1846. "Come un organo, ma più forte" lo voleva Sax, e riuscì da subito a farlo conoscere ed apprezzare anche dai classicisti, specificatamente da Berlioz e da Meyerbeer che lo introdussero in diverse loro composizioni, lo stesso Wagner voleva inserirlo nel "Tristano e Isotta". La diffusione però iniziò solo a partire dal 1900 ed in America, soprattutto per spettacoli di "Revue" e Cabaret negli Stati del Sud. L'affermazione vera e propria è a partire dagl'anni '30 del Novecento, in parallelo a quella del Jazz, in cui s'inserisce appieno sostituendo le classiche trombette. E' una sinergia: il sassofono porta al successo del Jazz e viceversa, al punto che da allora in poi saranno sinonimi ed inconcepibili separatamente. In Europa invece i primi decenni del XX secolo lo vedono simbolo allegorico del fallo e strumento per la musicalità di ritmi orgiastici, assimilato a droga e prostituzione e considerato "opera del diavolo". Sarà bandito e perseguitato, insieme all'inseparabile Jazz, dai nascenti regimi nazifascisti: Hitler lo farà bandire quale "entartete Kunst" ovvero arte degenerata, ma non senza radicali contraddizioni, il sassofono continuerà infatti ad essere lo strumento con cui sono eseguite le musiche da parata della Luftwaffe... Cmunque sia, nel "vecchio continente", la sua terra d'origine, il "sax" inizierà la sua popolarità, sempre insieme a quella del Jazz, a partire dal dopoguerra, specie dagl'anni '50. E' considerato da tutti, a cominciare dagl'esperti, in assoluto lo strumento più trascinante, in grado di catturare lo stesso suonatore nei suoi ritmi sino all'estasi, in musicalità che non temono confronto alcuno. Oggi insomma il sax è non più solo simbolo di Jazz, ma semplicemente ed universalmente, di musica, quale nessun altro strumento, e, di strada, da quando era il solo Adolphe Sax ad insegnarne l'arte al Conservatorio Superiore di Parigi, ne è stata fatta tanta...
francesco latteri scholten.

Pubblicato il 2/12/2014 alle 12.22 nella rubrica cultura.

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